giovedì 22 febbraio 2018

Maremma People

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immagini esclusive 
con le belle facce degli orbetellani
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di questo blog

gli aggiornamenti meteo di Marco

ecco l'aggiornamento più recente di Marco Giovani (che puoi seguire nelle sue due pubblicazioni quotidiane su MeteoArgentario, espressamente per la nostra zona) per ciò che concerne le criticità in arrivo date ormai per scontate anche da noi nei prossimi giorni:
"Per quanto riguarda l'ondata di freddo della prossima settimana stamani la maggior parte dei modelli vedrebbe il grosso nocciolo freddo sfilare verso est ed agganciare una bassa pressione atlantica a causa della scarsa tenuta del blocco atlantico.
Se così fosse la nostra zona sarebbe interessata da tre giorni di freddo intenso, da lunedì a mercoledi mentre a partire da giovedì si assisterebbe ad una ripresa anche veloce delle temperature, ipotesi attualmente più probabile anche se c'è da tenere conto (per esperienza) che la massa d'aria in arrivo e' molto densa e pesante pertanto sembra strano che possa scivolare così velocemente verso l'atlantico, le proiezioni future passeranno dallo scioglimento di questo cruciale nodo.
C'è da dire che da lunedì a mercoledì le temperature saranno probabilmente molto rigide anche da noi con massime non superiori ai 3-4 gradi, lunedì potrebbe essere anche un po' nuvoloso mentre martedì e mercoledì potrebbero risultare sereni o poco nuvolosi a causa del sottovento appenninico"

MeteoArgentario è un gruppo Facebook a cui si accede previa richiesta (in genere regolarmente accolta) agli amministratori.


mercoledì 21 febbraio 2018

Autofficina Enzo Goracci & figli

La dinamicità giovane
di una tradizione familiare. E la sua garanzia.
Via Mussi 6, Località Spiaggetta - Neghelli
(Orbetello)
Massimo: 342 7759674  Riccardo: 366 8948324
info: innocenteventi@gmail.com

se arriva il Big Chill i nostri amici animali avranno bisogno di aiuto

Non facciamoci illusioni giusto per alleggerire un po la coscienza: è sicuramente vero che la stragrande quantità degli animali con cui condividiamo la nostra vita e il nostro habitat non era destinata a vivere su un divano in prossimità di un termosifone. Ma è altrettanto vero che condizioni climatiche estreme creano grande sofferenza e in alcuni casi morte, specie in luoghi come il nostro dove i rigori seri sono, appunto, eccezionali.
Sottraendoci in ogni caso al giochino delle priorità e dei benaltrismi che a noi non sta neppure simpatico, è un fatto che per fortuna almeno quello dei senza tetto nella nostra zona è un problema quasi completamente inesistente. E  che comunque per quel tipo di situazioni ci sono enti ed associazioni preposte e ben rodate, previo auspicabile monitoraggio da parte di chi di dovere.
Crediamo invece che se si amano gli animali, quello che ahinoi si prospetta è uno di quei momenti in cui bisogna postare una foto in meno del gattino tenerone e fare un gesto concreto in più. Sottolineiamo: bisogna.
Rischia di essere veramente una battaglia contro i mulini a vento: ma qualche cosa si può e si deve provare a fare. Ecco qualche consiglio:
Orbetello, grande nevicata del 2012

1- evitare assolutamente di lasciare gli animali all'aperto, ricordando che se a muovervi è l'astrusa convinzione che ad esempio i cani siano dei sistemi d'allarme coi piedi, allora il consiglio è quello di procurarvene uno serio di impianto d'allarme ed evitare al vostro cane una simile crudeltà almeno in momenti come quelli che ormai quasi tutte le previsioni meteo danno per scontati nei prossimi giorni
2- Se possiedete scantinati, chiuse, garage etc, lasciate qualche piccolo accesso. Per un numero ristretto di notti non può succedere alcunchè di irreparabile a niente e nessuno, e si può garantire un minimo di tepore e riparo dai venti gelidi a qualche piccolo animale, tipo gatti di strada. Qualsiasi disagio che un gesto come questo può comportare deve essere ampiamente ripagato dalla consapevolezza di aver alleviato una grande sofferenza ad una creatura meno in grado di noi di organizzarsi contro il freddo.
3- Con il freddo, molti animali, tra cui i piccoli volatili, faticano a trovare cibo a sufficienza per sopravvivere. Lasciate delle piccole ciotole con cibo compatibile sui balconi, in giardino, sui davanzali. Non è un gran costo, non è un gran sacrificio, è solo un gran bel gesto.
4- Ricordatevi di fare quanto più rumore prima di partire con la vostra auto. Gatti, specie cuccioli, possono aver trovato riparo, in molti casi l'unico possibile, proprio negli anfratti del motore della vostra auto: situazione ovviamente pericolosissima, che si può ovviare anche provando a sollecitare suoni o reazioni da parte della probabile presenza nel veicolo prima della messa in moto.
5- Create dei piccoli ripari, piccoli giacigli. In caso di emergenza il "decoro" può attendere. E' invece più che decoroso non rimanere insensibili al rischio tangibilissimo di ipotermia di animali che stanziano nei paraggi di casa vostra o del vostro posto di lavoro, ricordando che ad esempio il cartone rimane un isolante termico particolarmente sicuro ed efficace (ovviamente se non esposto a pioggia o neve), come purtroppo ben sanno molte persone che si ritrovano a vivere in strada.
6- In caso di criticità di particolare delicatezza, tipo in presenza di cuccioli, ricorrete all'utilizzo di bottiglie di plastica riempite con acqua calda, ovviamente avvolte in panni. Può essere di grande aiuto, e può esserlo ancora di più avendo cura di sostituire le bottiglie raffreddate appena è possibile.
7- E soprattutto, importantissimo, ricordare che finalmente in Italia, ai termini di legge, in caso di importanti criticità causate da emergenze climatiche, specie nelle campagne o sulle alture, comprese stalle, allevamenti etc, quello del soccorso e dell'intervento sulle emergenze animali è adesso un obbligo anche per la Protezione Civile.
Fare qualche piccolo gesto per essere d'aiuto si può.  
Segnalateci eventuali reazioni di intolleranza ai vostri tentativi di metterli in atto, e noi provvederemo più che volentieri a renderle pubbliche (diciamo sputtanarle, che suona meglio) e soprattutto aggiungete qualche altro suggerimento se ne avete, tra quelli a cui noi non abbiamo pensato.
Sperando che dopo questo ultimo terribile colpo di coda, anche ai nostri amici animali aspetti solo la primavera.
Bella come sa esserlo quella orbetellana.

domenica 18 febbraio 2018

un parere (non richiesto) sul verdetto della giuria

Confesso che il carro albiniese non era il mio preferito (neppure il mio secondo preferito, a dire il vero). L'ho detto da subito, l'ho scritto anche un paio di giorni fa sul mio Facebook: mi piace metterci la faccia e l'ho fatto anche stavolta, senza arzigogolare troppo sul "tutti bravi, tutti belli, e volemose bene" perchè, pur sottoscrivendo e adorando l'impegno e la bravura di tutti, come ho detto in un post di questo blog che molti di voi bontà loro hanno letto, rimango convinto che un po di tifoseria anche cazzuta (senza fanatismi, ma non credo che il rischio sussista) possa solo far bene al Carnevaletto che, insisto, ho molto apprezzato nel suo insieme. 
L'Orchestra Maldestra al suo passaggio mi annoiava un po. Le atmosfere erano un pizzichino troppo "arty". Da subito, parlando con gli amici, il termine che ho usato di più nei confronti degli albiniesi quest'anno è stato delusione (perchè evidetemente ho stima del loro potenziale), e di sicuro non è la mia neghellesità a farmi parlare in un modo anzichè in un altro: sono neghellese sino al midollo, ma carnevalisticamente (beccati il neologismo) sono orgoglioso di essere stato una piccola spina nel fianco per gli amici carristi neghellesi quando, come capofila del Rione Piazza d'Armi, ci siamo contesi il titolo di Carrissimo per diversi anni, esattamente come in tempi recenti sta succedendo proprio con Albinia. E due anni fa (attirandomi pure qualche reazione un po più stizzita del necessario) non ho fatto mistero di preferire proprio il carro albiniese. 
Ma penso davvero che "Il Libro della Giungla", oltre che il solito fantastico sfoggio di grande abilità e creatività, quest'anno fosse imbattibile. Ricco, coloratissimo, persino complesso tanta la carne al fuoco. Un'unica pecca a mio avviso: il tema un po abusato. 
Ho sempre sostenuto, e lo ribadisco, che auspicherei una supervisione più ferma da parte non dico di una direzione artistica ma almeno dell'operoso comitato stesso in questo senso, perchè se si paragona il nostro bel Carnevaletto agli altri importanti carnevali toscani, sono proprio temi e soggetti dei carri a risultare poco attuali, poco coraggiosi, un po passè, difettosi in estro, satira e sberleffo (ingredienti mica male in un carnevale). Ma una volta acclarato che i temi fossero quelli, beh: sullo svolgimento da parte dei neghellesi credo non ci fosse veramente da far volare mosca: magistrale. 
Qualcuno, a commento di un post di questo blog sul voto delle giurie, azzardava un ipotetico infiacchimento dello spirito dei carristi neghellesi di fronte a verdetti non sempre decifrabilissimi. Credo di no. E lo spero. 
Troppi trionfi alle spalle, troppo grandi il sostegno e la stima popolari per farsi abbattere sino addirittura ad abdicare. E lo so per certo: ce l'ho messa tutta, ce l'abbiamo messa tutta per fargli vedere i sorci verdi. E credo che a un certo punto ci siamo persino riusciti.
Ma eccoci qua: siamo al 2018 e loro sono ancora i maestri carristi che tutti conosciamo. E io sono qui a scrivere di loro davanti a una tastiera.
Alè Neghelli. Avanti tutta. Chissà ancora per quanto.

                                                            Daniele Innocenti
anche su Facebook


and the winner is..

è "L'orchetra Maldestra" di Albinia
il Carrissimo del Carnevaletto da 3 Soldi 2018.
Sei d'accordo?..

giovedì 15 febbraio 2018

un'altra bella giornata orbetellana..

guarda la gallery dei nostri scatti di Orbetello qui,
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E ogni giorno su 


formiche con le ali di aquila. Due chiacchiere con Silva Gentilini.

Passato un po di tempo dalla pubblicazione, abbiamo pensato di chiedere a Silva Gentilini un primo resoconto su "Le formiche non hanno le ali", il suo libro pubblicato da una vera istituzione dell'editoria (Mondadori, in tutte le librerie e su Amazon).
E perciò?
"è appunto uscito per una grande casa editrice, una di quelle che di sicuro non ti prende per mano e ti segue passo dopo passo nella presentazione e promozione del lavoro, considerato anche il periodo in cui è uscito, alla vigilia di un momento sovraffollato proprio dal Gotha dell'editoria italiana e non". E Silva fra le altre cose non è solo una scrittrice bensì una donna che lavora, con un'attività da seguire (lo shop di oggettistica e non soloViaVai in corso Italia a Orbetello).
Però il mio primo bilancio è positivo" ci dice, se volessimo provare a sintetizzare (impresa non semplice) ciò che una che con le parole ha estrema dimestichezza come Silva ha da dire. E ha da dire.
Abbiamo letto le numerose e lusinghiere recensioni (il libro ha una sua pagina Facebook dove l'autrice le ha raccolte). Quello che a noi (ma non solo a noi) risulta è che poi nessuno è profeta in patria. Ci interessa la reazione degli orbetellani, della gente che vivi e frequenti ogni giorno.
"Molte reazioni. Con modalità diversificate: dal commento sui social ai messaggi o, inevitabilmente, vis-a-vis. Molti attestati di stima che ovviamente mi hanno gratificata, a maggior ragione se pensi che quello che ho scritto in quelle pagine è la mia vita, è chi sono e da dove provengo, è dolore e disagio duri da estirpare, da mettere a tacere persino dopo un lungo percorso di analisi, e che vuoi  o non vuoi ti mettono a nudo di fronte a chi ti guarda negli occhi dopo la lettura. Spesso, nelle presentazioni o comunque nelle occasioni ufficiali, mi si è rimproverato un lieve distacco, una qualche parsimonia nel trasporto emotivo, nel parlare del mio lavoro. Il fatto è che semplicemente arriva un momento in cui devi anteporre uno schermo protettivo tra te e coloro con i quali disquisisci di qualcosa in cui sono rinchiuse pagine anche penose della tua esistenza. Tua e dei tuoi cari. Chi ti fa delle domande, magari per semplice "deformazione" professionale, a volte tende a non indossare guanti di velluto".
E mi sei arrivata al nocciolo. Quando dici che il tuo libro è (anche) vita vissuta, e soprattutto aspetti così nevralgici, veri e propri nervi scoperti di un'esistenza, va da se che la prima cosa che viene in mente è che Silva Gentilini non è un'isola, un'oasi incontaminata, e che quei percorsi, quelle strettoie, quei travagli li ha condivisi con qualcuno di molto vicino. Reazioni?
Si, ma per fortuna episodiche. Qualcosa che mi fa pensare che c'è chi possa avere difficoltà a comprendere che innanzi tutto non è stato facile per me, e che la parte biografica del libro, quella più aderente alla realtà, è stata una specie di lunga attività vulcanica sotterranea, silenziosa e non visibile ad occhio nudo, che però era destinata ad eruttare. In realtà, niente di diverso da quello che un milione di altre donne possono aver scritto sino ad oggi, confrontandosi con la trasposizione in chiave letteraria di trascorsi di vita vera che, proprio perchè parliamo di donne, raramente sono esenti da aspetti penosamente duri da esternare, ma che appunto non hanno impedito di farlo a un milione di altre scrittrici prima di me". 
Dovessi cominciare oggi stesso a lavorare ad un nuovo libro di che si tratterebbe?
Intanto di cosa non si tratterebbe: del seguito de "Le Formiche". Posso dirti che  no, non comincio stasera, ma è ovvio che chi scrive da sempre, per un motivo o per un altro, anche e soprattutto per professione (Silva lo ha fatto per anni, e anche in quel caso a livelli notevolissimi) un progetto nel cassetto ce l'ha sempre. Un totte numero di pagine già abbozzate ce l'ha. E che stavolta si tratterebbe di un romanzo scaturito esclusivamente dalla mia fantasia. Poi è ovvio che a un po di vissuto si ricorre sempre, specie nei tratti dei personaggi, ma in ogni caso niente di altrettanto "viscerale", per capirci". 
E noi aspettiamo. Abbiamo tutto il tempo. E se nel frattempo non lo abbiamo ancora fatto, leggiamo Le formiche non hanno le ali. O al più, lo rileggiamo.
Auguri.
un'esclusiva