sabato 28 febbraio 2015

le mani d'oro di Silvia..



Avevamo già adocchiato il talento di Silvia Vitali, e ne avevamo parlato in un post.
Poi però ci siamo trovati sotto gli occhi le sue ultime creature e abbiamo deciso di tornarci su.
Stavolta Silvia ha deciso di cimentarsi con la realizzazione totalmente a mano di bijoux, di gioielli.
E lo fa nel modo più inaspettato (e che vogliamo prendercela comoda?):
utilizzando materiali di riciclo: tappi, ferramente, tessuti di scarto. Si tratta perciò di pezzi assolutamente unici, ognuno con la sua storia, ognuno con la sua intuizione.
Ai più di noi risulta faticoso anche solo l'abbinare il termine "scarto" a "gioielli".
Ai più di noi. Mica a Silvia.
Non ci dilunghiamo in chiacchiere, dato che le immagini sono eloquentissime. E da strabuzzare gli occhi. Ci è solo piaciuto focalizzarci (e lo facciamo ogni volta che possiamo) su uno dei piccoli grandi talenti che si celano, che si camuffano, che prolierano tra gli abitanti della nostra città.
Gustatevele.






per ulteriori info  o per indossare uno dei suoi strabilianti bijoux
puoi contattare Silvia su Facebook

lunedì 9 febbraio 2015

aria nuova alla Pro Loco? Decidilo tu.

Magari è solo una nostra personalissima convinzione, e in quanto tale opinabile. Ma l'impressione che abbiamo è che qualcosa sembri non funzionare a dovere in un ente, la Pro Loco Lagunare, che a volte per impatto sulla vita degli orbetellani, sul socializzare, sulle capacità di aggregare volontariato, a fatica tiene il passo  con gli operosissimi omologhi delle frazioni, cioè le Pro Loco di Albinia, Fonteblanda e lo Scalo.


Un eccelso lavoro di sportello perchè si sa, la nostra Pro Loco svolge mansioni di ufficio turistico, addirittura di biglietteria per i mezzi pubblici, su cui non abbiamo veramente nulla da eccepire. Anzi,
Ma una Pro Loco non necessariamente dovrebbe servire a quello. Perlomeno non solo. Perlomeno non solo a quello e poco più.
Non abbiamo mai lesinato, ad esempio, perplessità su una manifestazione un pò datata, un pò da vecchio film con Alberto Sordi, dove i soliti noti (e sempre quelli) banchettano a scrocco in occasione della consegna dell'Anguilla d'Oro, cioè il riconoscimento ad un orbetellano (ma mica sempre) che eccelle. Che di per se avrebbe un suo senso. Senza però avere almeno altrettanta cura dell'orbetellano che non eccelle ma che non ha nemmeno ammazzato Cristo, a cui non può e non si deve sempre e solo chiedere, che non deve essere sempre costretto a sborsare quattrini per assistere a uno spettacolo, per stare in mezzo ad altra gente, che non può essere lasciato solo a languire nella propria pigrizia sociale perchè non lo si stimola, non lo si aggrega, non lo si coinvolge. E poi  perchè questo spiegamento di energie e soprattutto soldi per una cosa che gli ospiti (sempre quelli, li conosciamo one by one) potrebbero agevolmente pagare senza cadere in miseria, senza l'impellenza di dover organizzare una colletta per il loro sostentamento, contribuendo così a rimpinguare un po' le casse che spesso piangono con un minimo di risorse che potrebbero essere impiegate per una cosa che renda più bello e vivace, ad esempio, il periodo delle feste di Natale? Stiamo facendo solo un esempio, e di sicuro non si può crocifiggere nessuno per una manifestazione dalla gestione un po' eccentrica, diciamo così. Il fatto è che non abbiamo fatto un esempio a caso: quello è praticamente l'unico evento realizzato con le sole risorse della Pro Loco orbetellana; per tutto il resto si tratta di collaborazioni, di partnership (alcune felici, altre che definire arraffazzonate è un simpatico eufemismo) di sostegno a progetti altrui, mentre quella roba è tutta farina del loro mulino. Solo ed esclusivamente, E secondo noi denota un distacco siderale dal cuore pulsante della nostra comunità, dai nostri bambini, dai ragazzi, dagli anziani, dalle tradizioni e, stiamo per pronunciare una parolaccia, dalla cultura. E' una questione di mission, di direzione, di vedute.
Mettici un non sempre amorosissimo rapporto con gli assessorati di riferimento, mettici che al vertice si sono avvicendati soggetti che dubitiamo vi siano arrivati a furor di popolo dato che in alcuni casi la maggior parte degli orbetellani non conosce neppure e che nel tessuto sociale del paese latitano che è una bellezza, e il gioco è fatto. Presenze ormai quasi fantasmagoriche, mitologiche, che lì sono e lì rimangono nonostante ai più sfuggano i meriti per una tale, incaponita assiduità, cifre dei tesseramenti non proprio da capogiro, e un bel fuggi fuggi generale quando c'è da rimboccarsi le maniche e dare una mano anzichè sindacare e "direttivare" nell'ennesima riunione, nell'ennesimo direttivo, soventemente a caccia di clausoline, appigliucci e, ahinoi, piccole meschinità che danno l'impressione di una gran smania di mettere il bastone tra le ruote a chi un'iniziativa la prende, anzichè ringraziare con baci abbracci e un bel mazzo di petunie per aver sopperito ad una carenza, per fare quello che altrimenti non si riesce a fare, per questa benedetta idea che arriva proprio mai e che spesso quando viene c'è da rimpiangere il contrario.


A questo punto un pò di aria nuova di sicuro non farebbe male alla salute di nessuno, per questo volentieri segnaliamo l'iniziativa di alcuni orbetellani, mediamente giovani e mediamente già coinvolti in attività sociali, creative, di aggregazione ma anche di vivacità del mondo del commercio che per l'economia complessiva di un piccolo paese è importantissima e che perciò non deve essere ignorato da un ente che deve (dovrebbe) operare "per il luogo", come si evince facilmente già dal nome,
Una lista in previsione del rinnovamento di presidenza e direttivo che non ci dispiace farvi conoscere, anche dalle stesse parole di Daniela Vichi, che di questa lista è parte: "negli anni, in occasione di eventi, manifestazioni ed iniziative dei più svariati generi, alcune persone si sono già distinte per operosità, disponibilità e creatività, con contributi reali, tangibili. solo per il piacere di fare, di dare una mano. Bene; oggi un gruppo di queste persone decide di mettersi in gioco in maniera ufficiale, concorrendo all'elezione del nuovo direttivo." 
Naturalmente, si potrebbe eccepire, non troppo avvezzi ai non sempre gradevolissimi e spesso iper-burocraticizzati meccanismi di un ente come la Pro Loco, "problema concretissimo che ci ha portato a lavorare a questo progetto proprio con dei personaggi che invece le mani in pasta in questo tipo di cose e in quello stesso ambito le hanno eccome, e da tempo". Magari però senza l'immobilità, il garbato ma fermissimo distacco, la mania compulsiva per riunioni e riunioncine, a partire da quando c'è da caricarsi pesi sulle spalle per far si che la gente assista, che so, ad uno spettacolo in modo più sicuro e comodo.
Si tratta di trovare pochi minuti per tesserarsi (presso la sede stessa) accedendo così di diritto alle votazioni.  Ma, ed è un "ma" di non poco conto, entro venerdi 13. 
Missione speedy, ma non impossibile, No?
Anche, aggiungiamo noi, per sfatare un po' questa leggenda metropolitanta (ma lo sarà?) secondo la quale gli orbetellani sarebbero degli indolenti, pronti a criticare con fervore, a rompere tantissimo i coglioni perchè mancano le cose, salvo dirne di cotte e di crude quando le cose poi ci sono. E soprattutto, salvo fuggire a gambe levate quando c'è da dare un aiuto, da collaborare, da fare squadra, comunità.
Ecco: questa è una bella occasione per dire che non è vero. Per dire, cazzo, stavolta un pò di contributo ad oliare un meccanismo che se ben funzionante può rendere più gradevole la vita nel mio paese lo voglio dare pure io.

Ecco la lista:
Silvia Spaggiari, Federico Santi, Luciana Caponi, Daniela Vichi, Marco Persiano, Marco della Sala, Alessandro Marconi, Roberto Magurno, Simona Cartoni, Silvia Vitali, Vilmano Gori, Verdiana Loffredo.


    per ulteriori info: Silvia Spaggiari  segui Nuova Pro Loco Orbetello è su Facebook

domenica 8 febbraio 2015

come VOI la vedete..

Marco Matteucci

Marilù Mengoni

Matteo de Dominicis

Roberta Perotti

Davichiale

Giulia Fantaccini

Isabella Pignatelli

Mandaci la tua: orbetellove@hotmail.it
o con un messaggio privato alla nostra pagina Facebook

ladies and gentlemen, i carri..


gli albiniesi alle prese con gli ultini frenetici aggiustamenti, per fortuna sotto un bel sole

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TALAMONE

il gradito ritorno (all'età della pietra) della nostra frazione

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NEGHELLI


nel carro dei fuoriclasse neghellesi anche il juke-box. I titoli sono un po' diversi, però.
Fatevene bastare uno...

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l'omaggio bello e coloratissimo di Orbetello Scalo a un logo (Lego, quasi un gioco di parole)
che ci ha appassionati tutti ma proprio tutti...

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complimenti a tutti e..

venerdì 6 febbraio 2015

una precisazione

La stampa locale si è interessata ad un nostro post.
Non è la prima volta e naturalmente ci fa piacere, anche perchè la testata in questione ci ha cortesemente chiesto l'autorizzazione (avrebbero potuto non farlo). Solo qualche piccola inesattezza (in un'operazione che tutto sommato ci è sembrata corretta) che però ha un po' infastidito il soggetto dell'articolo. 
Non è una questione di settimane. Nessuno tra "qualche settimana" si sveglierà su un lettino d'ospedale. 
E' un percorso lunghissimo, diciamo 2-3 anni, durante i quali può succedere di tutto. Persino un ripensamento, nonostante la ferma determinazione che emerge dalle parole di Alessio/Alessia. 
Senza dimenticare il non trascurabile dettaglio che tutto ciò avverrebbe sotto lo sguardo vigile della sanità pubblica che comunque, alla fine della fiera, deve rilasciare un benestare. Come abbiamo ben spiegato nell'articolo. 
Mettiamoci in conto un minimo di turbamento dell'interessato su un clamore forse inaspettato (sul quale però l'avevamo ampiamente messo in guardia), dato che il post del nostro blog ha registrato da subito una quantità record di visualizzazioni arrivando, appunto, a suscitare la curiosità della stampa. Legittimamente, sia chiaro. I quotidiani sono ormai da anni infarciti di articoli ispirati da ciò che è scritto su Twitter, non sulle agenzie stampa.
Il nostro è solo un blog monotematico, di natura assolutamente locale. Ma ci riconoscerete il fatto che non abbiamo mai fatto mistero del fatto che le visualizzazioni siano tante, e di sicuro non solo locali ma addirittura internazionali. 
Chi decide di interloquire con Orbetellove non deve assolutamente dimenticarlo.


lo shopping orbetellano proprio sotto il tuo naso...


Le Botteghe di Orbetello è QUI!
info: orbetellove@hotmail.it

MAREMMA PEOPLE




see much more on MAREMMA PEOPLE orbetellove


mercoledì 4 febbraio 2015

c'è una nuova ragazza in città..


Funziona più o meno così: è previsto (per legge) un percorso psicologico obbligatorio di 6 mesi, a cui segue una particolare fase medica di base (ormoni, epilazione definitiva). Da questo scaturisce naturalmente una relazione psichiatrica a documentare che si tratti di un vero caso di transgendering, ovvero di  qualcuno la cui identità di genere e sessuale è racchiusa in un involucro inappropriato, cioè che si tratti realmente di una donna intrappolata nel corpo di un uomo (o viceversa) e non più banalmente di un gay in vena di carnevalate drag.
Di questa fase del percorso si fa carico la sanità pubblica: in termini di supporto psicologico-psichiatrico, medico ma anche economico. Ed è d'obbligo che al termine della fase propedeutica, diciamo così, subentri anche un consulente legale (a carico del soggetto) per ciò che riguarderà l'aspetto burocratico dell'aver un nuovo nome e una nuova identità sociale.
A tutto questo sta per andare incontro Alessia Vittoria, ex Alessio (non ancora, ma cominciamo ad abituarci), nostro concittadino col quale alcuni di noi hanno a che fare quotidianamente come titolare di un attività, il minimarket Le Crociere, in cui appunto si va a fare la spesa di ogni giorno.
Ne abbiamo parlato, di Alessio, in un post la quantità di visualizzazioni del quale finì con lo strabiliare noi in primis, quando ancora si trattava di un ragazzo apparentemente (e dichiaratamente) gay che, col nome un po' baraccone Lady Alexia si cimentava in mini-show en-travestì in questo o quel localetto del nostro sonnecchiante paesino, o decideva di passeggiare sulla passerella di Laguna Trend non travestito ma vestito da ragazza. Che già, diciamocelo, non è roba di tutti i giorni. Dato che via dei Mille non è Castro Street e nemmeno il Gay Village capitolino.
Figuriamoci, ci siamo detti, un cambiamento di genere e non certo di solo abito, trucco e parrucco, cosa può suscitare nella curiosità morbosetta dei più. Meglio allora parlare chiaro e parlare subito?
Alessia Vittoria pensa di si. Via il vecchio nome dal profilo Facebook, pronte le foto che parlano chiaro che più chiaro non si può su un futuro prossimo venturo, e vai con un intervista a Orbetellove:


Togliamoci subito il dente, e cerchiamo di farlo senza ricorrere ad eufemismi alla Tomas Milian e il meno brutalmente possibile: l'esodo della tua metamorfosi di genere sarà definitivo o più "soft"?

"togliamoci questo dente. La mia sarà una metamorfosi definitiva,
Arriverò fino all'operazione. Decisione presa solo ed esclusivamente per me stessa, senza nessuna influenza, pensando ad un futuro compagno..Sarebbe come non essere né carne, né pesce e quando faccio una cosa voglio farla bene e fino in fondo.Tramite alcune amiche ex-trans ho scelto, anche in base  alle loro esperienze, il luogo dove effettuerò il cambio di sesso;Trieste. Ho usato il termine ex-trans perché, per chi non lo sapesse, una volta effettuata l'operazione, una trans diventa donna a tutti gli effetti, già dai documenti."

Quanto si può mai esser pronti ad un cambiamento così drastico e di difficilissima reversibilità?

"Fin da piccolo senti già il disagio di appartenere ad un corpo sbagliato. Invidi le tue amichette che alle medie hanno le prime mestruazioni, La mamma che indossa gonne, che si trucca.La tua anima non corrisponde al tuo corpo.Ti illudi per anni che va bene così, non importa. Puoi apparire femminile quanto vuoi,puoi sentirti donna, ma nulla ti può appagare come esserlo. Già in passato avevo provato ad andare da alcuni psicologi,ma devo dire che forse qui non siamo sufficientemente preparati per questo tipo di problematiche: soldi spesi inutilmente. Per un periodo abbandonai l'idea ma poi, ogni giorno, nella mia testa ripiombavano di nuovo mille domande. Allora lo scorso settembre ho preso il toro per le corna, mi sono informato, ed ho scoperto l'esistenza del centro Saifip. Ho messo da parte la paura, mi sono messo davanti allo specchio e mi sono chiesto
"Vuoi veramente vivere così?" La risposta potete immaginarla."

E quanto può essere pronto un posto di poche migliaia di anime per una bottegaia trans?

"Caro Daniele, credo che dipenda da come ci approcciamo con le persone. Io per il momento anche adesso da gay non ho mai avuto grossi problemi, tranne che con alcuni coetanei, e ciò a differenza di alcuni miei amici gay che non sono ben visti, Tutto sta a come ci comportiamo con le persone.
Pronti o non pronti si abitueranno con il tempo,siamo nel 2015 e non nel '900. (fosse solo un problema di "fare i bravi e comportarsi in un certo modo con gli altri, forse le percentuali suabuso di droghe e alcool, depressioni e suicidi tra trans ed aspiranti tali sarebbe decisamente più bassa, ndr)"

Pensi che la tua nuova identità favorirebbe il tuo (sacrosanto) desiderio di una relazione di coppia stabile?

"Sicuramente mi farebbe sentire a mio agio e mi darebbe sicurezza. E comunque credo di si, anche perché una bella donna non sta mai troppo tempo sola (ahahahah..). Scherzo ovviamente, ma credo di partire con dei buoni requisiti, un fisico giusto, una voce femminile, lineamenti dolci.
Non verró fuori  la solita trans che già da un chilometro riconosci come tale."

Pensi davvero che esista un kamikaze disposto ad intraprendere una relazione di coppia con una transessuale ad Orbetello (almeno che non sia appena sbarcato dalla Groenlandia) alla luce del sole, en plein air, considerata l'ipocrisia che su questo tipo di situazioni c'è un pò ovunque, figuriamoci in una cittadina di provincia?

"Io sono una persona fiduciosa, positiva, ti rispondo con un si. In una grande città nemmeno ci si pongono queste domande (appunto: in una grande citta, ndr) ho amiche che hanno relazioni felici e stabili da anni. Chissà che magari non succeda anche qua."

Amici e familiari dovranno già saperlo, deduciamo. Reazioni?

"Reazioni positive dai miei zii, Mia mamma pensa alla mia felicità e al mio benessere come pure mia nonna, del resto. Ci dovrebbero essere più famiglie così, Io mi ritengo fortunato."

Un altro aspetto spinosissimo del transgendering al femminile: la manutenzione, mettiamola così, è costosissima e non finisce mai. E la sanità pubblica molla subito dopo la prima fase di transizione. Per questo, si dice, si ricorre alla prostituzione. Non solo perchè non c'è esattamente la fila di datori di lavoro che cercano a tutti i costi delle dipendenti trans. Hai vagliato questo aspetto?

"ringraziando il Signore ho una grande famiglia alle spalle,un buon lavoro che mi permette di mantenermi e di conseguenza poter affrontare con tranquillità questo percorso. E ribadisco che sul fatto del lavoro dipende da come ci comportiamo e poniamo. E sfatiamo questo mito che tutte le ragazze trans si prostituiscano (macchè mito: le percentuali statistiche! ndr), molte hanno il loro bel lavoro e sono appagate. Le trans che sono in strada sono straniere, alcune portate in Italia coercitivamente. Per battere,alcune lo fanno per i guadagni facili ed io preferirei 1000 volte chiedere l'elemosina e fare 20 ore di lavoro a pulire tutti i palazzi di Orbetello che prostituirmi.
Perché credo che battere non sia la soluzione finale, se hai dignità e il rispetto per il tuo corpo e la tua salute,ti adatti a qualsiasi cosa."

Scegline una, a descrizione del tuo stato d'animo attuale: 1) paura 2) impazienza 3) vada come deve andare

"impazienza! E finisco con il ringraziarti, perché sei l'unico che si occupa anche di questo tipo di argomentazioni delicate e che dà informazioni riguardo a tutto ciò. Sarei felice se anche qualcun'altro si facesse avanti e mi invitasse per parlarne, aspetteremo.
E chissà magari la prossima intervista la facciamo davanti ad una scatola di quei dolci che vendo a negozio di cui tu vai matto, 
dopo aver iniziato la cura. (invito accettato, ndr..)

Avevamo iniziato il nostro articolo parlando di "abituarci" alla declinazione al femminile del nome, per poi scoprire che colei (cristo santo che casino..) che su Facebook si chiama Alessia Vittoria, con noi parla di se al maschile (chi deve abituarsi a cosa?).
 Questo, oltre a qualche altra considerazioncina qua e la, e la simpatia per la persona (stiamo sul neutro che non sbagliamo..) ci fa desiderare di concludere questa intervista con una sola, unicissima parola: auguri.